Capitolo 24. Forse, è un errore.
Indosso velocemente una tuta nera e mi strucco. Scendo le scale e mi lancio sul divano.
"Ahia, scema!" urla Ste sotto di me.
Incomincio a ridere. Non mi ero accorta che sul divano c'era lui. Mi piego in due, non ce la faccio più.
"Ridi. Ridi. Ricordati che ride bene chi ride ultimo" dice alzandosi.
Divento seria, non appena vedo che viene verso di me sorridendo. Significa solo una cosa: solletico.
"No, Ste. Ti prego" dico indiettreggiando.
"Oh, si!" mi afferra per i fianchi.
Nel tentativo di liberarmi dalla sua stretta cado sul tappeto, che fortunatamente è morbido. Faccio cadere anche lui che mi schiaccia col suo peso, dato che mi comprime il diaframma rido ancora di più.
Smetto solo quando sento la sua mano che mi accarezza il fianco, lo guardo negli occhi. Si avvicina lentamente.
Suona il campanello e mi risveglio da quello stato di trance totale.
"Credo che... che qualcuno debba andare ad aprire" dico.
"Giusto".
Si alza e io con lui. Lo vedo andare alla porta e mi siedo sul divano.
Non poteva essere vero. Stavo per baciare Ste.
No.
E' un'illusione.
Lui è un marpione lunatico.
"Sum, c'è un pacco per te" urla dalla porta.
"Arrivo".
Lo raggiungo alla porta e guardo il grande pacco tra le mani del postino.
"Ma voi fate consegne anche a quest'ora?" chiede alibita.
"Solo per i pacchi speciali".
Ste borbotta qualcosa allontandosi e io mi sento in dovere di ringraziare il postino.
"Grazie mille, per essere venuto" sospiro.
"Ehm... certo. Firma?" chiede scocciato.
"Oh, si. Certo!"firmo e ritiro il pacco.
Chiudo la porta e appoggio il pacco sul tavolino della sala. Slego il fiocco e apro la scatola.
Leggo il bigliettino:
"
Un piccolo pensiero da una grande città: Parigi.
Zia Caroline"
Zia Caroline?
Oh, God!
Zia Caroline!
E' a Parigi, quando tempo che non la sento.
Apro la carta e scopro il vestito che c'è all'interno.
Channel.
Tiro fuori il lungo vestito di chiffon e lo ammiro in tutta la sua bellezza.
E' molto lungo senza spalline, come decoro ha una semplice cintura nera sotto il seno.
"Wow!" esclama Ste alle mie spalle.
"Bello, vero? Me l'ha regalato Zia Caroline. Arriva da Parigi!" dico guardando raggiante il vestito.
"Perchè non lo provi?" cheide curioso.
"Giusto. Prima però chiamo Caroline!".
Prendo il cellulare e cerco in Rubrica il suo nome. Trovato. Mi siedo accanto a Ste sul divano.
Faccio squillare, ma non risponde.
"Non risponde?".
"No. Va beh. Chiamo domani. Andiamo su a provarlo".
"Ok. Ok." dice seguendomi di sopra.
In pochi secondi, lo indosso ed esco dalla cabina armadio.
"Sum... Sono senza parole" dice avvicinandosi.
"Beh, grazie" arrossisco, lo sento.
Mannaggia!
Abbasso lo sguardo.
Sento le sue mani che mi accarezzano i fianchi. Il suo sguardo su di me.
Il suo respiro così vicino al mio.
Non farlo, Ste.
Alzo il viso e lo guardo.
Mi sorride dolcemente e posa le sue labbra sulla mie.
Un bacio dolce.
Un bacio morbido.
Mi stringe a sè e il bacio cambia diventa travolgente.
Ho quasi paura.
Il vestito si ritrova sul pavimento in legno e mio ritrovo sul mio letto sotto il Lui.
scende lungo il collo, mentre le sue mani scorrono su ogni centimetro della mia pelle.
Forse, è un errore.
Forse, bisogna smettere.
Forse, ne vale la pena.
Forse, non ho mai smesso si amarlo.
Peace & Love. Freedom & Rock.
Viaggerei
Fino a star male
Sempre meglio che invecchiare
Non sapendo cosa c'è intorno a Me.
10 novembre 2009